Più fibre alimentari e grassi buoni per aumentare la risposta immunitaria nell’invecchiamento.

Il colesterolo “aumenta durante l’invecchiamento” ed è stato provato scientificamente come il colesterolo abbia un ruolo attivo nella difesa immunitaria contro agenti infettivi (batteri, virus, parassiti, ecc.). Ovviamente, il nostro sistema immunitario dovrebbe eliminare questi agenti patogeni senza troppi “alleati”, ma la funzione immunitaria diminuisce con l’età (Targonski et al. 2007). Quindi, come meccanismo compensativo, il colesterolo può proteggere dagli agenti infettivi.

Ad esempio, il colesterolo LDL (quello cattivo per intenderci) si lega e inattiva parzialmente lo Staphylococcus aureus (Bhakdi et al. 1983). Le infezioni da Staphylococcus aureus aumentano durante l’invecchiamento, poiché il suo tasso di incidenza è 3 volte più alto negli adulti di età superiore ai 60 anni, rispetto ai soggetti più giovani (Laupland et al. 2008). Inoltre, il colesterolo LDL inibisce l’endotossina batterica (Weinstock et al. 1992), la cui presenza nel sangue aumenta durante l’invecchiamento (Ghosh et al. 2015). A sostegno del legame tra colesterolo circolante e agenti infettivi, negli anziani di Weverling-Rijnsburger et al. (1997), valori di colesterolo superiori a 251 mg / dL (linea nera solida) sono stati associati a una mortalità per malattia infettiva significativamente ridotta, rispetto a valori inferiori a 193 mg / dL. 

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Ma, è possibile proteggere maggiormente il nostro sangue durante l’invecchiamento, in modo da dovere ridurre la necessità di un elevato livello di colesterolo circolante, avendo ovviamente questo controindicazioni sulla salute?

La risposta è si e si basa su maggior apporto di FIBRA ALIMENTARE nella dieta. La fermentazione della fibra alimentare da parte dei batteri intestinali produce acidi grassi a catena corta, che migliorano la funzione immunitaria della barriera intestinale (Chen et al. 2013) e diminuiscono la sintesi di colesterolo totale (Wright et al. 1990). In uno studio di 2 settimane sul ruolo della fibra alimentare nel colesterolo circolante, i soggetti che hanno mangiato solo 10 g di fibra / 1000 calorie non hanno ridotto significativamente i loro valori basali di colesterolo totale da ~ 182 mg / dL (Jenkins et al. 2001). Al contrario, un apporto di fibre nella dieta di 19 g / 1000 calorie ha ridotto il colesterolo basale totale da 185 a 150 mg / dL, e soggetti che hanno mangiato ancora più fibre di quella, 55 g / 1000 calorie hanno ridotto i loro valori di colesterolo totale da ~ 182 a 142 mg / dL.

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Nell’insieme questi dati suggeriscono che per aumentare al massimo la funzione di barriera intestinale, minimizzando così gli agenti infettivi circolanti e la necessità di un elevato livello di colesterolo buono circolante durante l’invecchiamento, può essere importante un’alimentazione molto ricca di fibre. Ma più specificatamente possono essere importanti 2 altri misurazioni aggiuntive: albumina sierica e colesterolo HDL. In accordo con gli studi di Weverling-Rijnsburger et al. e Schupf et al., in uno studio di 5 anni su 4.128 adulti più anziani (età media, ~ 79 anni), quelli con valori di colesterolo totale inferiori a 160 mg / dL avevano un rischio di mortalità per tutte le cause significativamente più elevato, rispetto a valori superiori a 240 mg / dL (Volpato et al. 2001). Ma se si considerano i livelli di albumina e colesterolo HDL dei soggetti, il rischio di mortalità differenziale è stato abolito. I soggetti con colesterolo totale basso, ma anche albumina e HDL (nel range) elevati, hanno migliorato la sopravvivenza rispetto ai gruppi di colesterolo LDL più alti.

E’ possibile, inoltre, aumentare il valore dell’HDL aumentando il consumo di olio di pesce (con circa 3 grammi di EPA+ DHA) e aggiunta di 30-60 grammi di noci. Le quantità per l’ottimizzazione possono però variare da soggetto e soggetto Anche diete a basso contenuto di carboidrati hanno dimostrato di aumentare l’HDL (Manor et al. 2016).

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Quindi, per riassumere, possiamo dire che il colesterolo con gli anni aumenta, questo ha sia effetti nocivi per la salute (se parliamo della componente LDL) sia aspetti protettivi, in termini di facilitatore della risposta immunitaria, che con gli anni diminuisce. Per poterci continuare a proteggere maggiormente dagli agenti infettivi e quindi facilitare l’aumento del colesterolo buono, sono consigliate diete a basso contenuto di carboidrati e l’assunzione di grassi buoni, come l’olio di pesce, pesce azzurro, noci (e altra frutta secca) e fibre alimentari, che oltre ad aumentare la risposta immunitaria della barriera intestinale, diminuiscono la sintesi del colesterolo totale.

Dr. Spoldi Davide, Biologo Nutrizionista e Personal Trainer

Revisione della Dr.ssa Silvia Colizzi, Psicologa e Personal Trainer