Tossicodipendenze…"Malessere nel benessere"

MALESSERE NEL BENESSERE

 
La ricchezza non elimina il disagio sociale, ma ne crea di nuovo”. (Miazzi 2000)
Senza dubbio le relazioni familiari sono importanti per lo sviluppo più o meno adattivo di un giovane. Il fatto di crescere in ambienti degradati e marginali, dove altri soggetti fanno uso di sostanze e/o compiono atti criminali, o dove le gravi mancanze affettive ed educative giocano un brutto tiro nella linea evolutiva del soggetto, resta un elemento centrale negli studi psicosociali sulle tossicodipendenze.
Tuttavia…la “patologia della normalità”, che si può estendere a tutti quegli atti devianti non collegabili a situazioni di marginalità o psicopatologia, pervade significativamente il tempo presente.
All’interno di questi atti vi è senza dubbio l’abuso di sostanze stimolanti ed eccitanti. I nuovi soggetti dipendenti provengono da strati medi o medio-alti, hanno nuclei familiari regolari e vivono in ambienti apparentemente privi di rischi specifici. Sono generalmente adolescenti o giovani adulti.
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CITAZIONI DAL CODICE CIVILE IN MATERIA DI FAMIGLIA ED EDUCAZIONE DELLA PROLE

 
Art. 147 Codice Civile : “ Doveri verso i figli. Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole, tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli”.
Art. 155 Codice Civile : “ Provvedimenti riguardo ai figli. Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.
Legge 8 febbraio 2006, n. 54 . Introdotto il “Diritto del minore alla bigenitorialità”.

RIFLESSIONI PROVOCATORIE

 
Se ci troviamo di fronte ad una “famiglia modello” (sia essa nucleare oppure “allargata”), la quale “rispetta” il codice civile, dove però uno dei figli ha problemi di droga o di dipendenza dall’alcool, sorgono inevitabilmente nuove domande, preoccupazioni, dubbi e incertezze.
IL MALESSERE NEL BENESSERE è UN FENOMENO PSICOSOCIALE CHE ESISTE DA DECENNI MA CHE MAI COME NELL’ERA ODIERNA SI è DIFFUSO.

Ma che cos’è questo “malessere nel benessere”?

 
Se proviamo a digitare in un motore di ricerca queste parole, troviamo nei diversi articoli delle “chiavi di lettura costanti”:
Si parla di “noia”, della perdita di interessi, della difficoltà di provare sensazioni piacevoli nella quotidianità, del bisogno di sballarsi, di  ansia da prestazione sociale, difficoltà nel creare relazioni stabili e appaganti…
Si possono ipotizzare carenze di altro tipo all’interno del contesto familiare: vuoti comunicativi,  beni materiali che sostituiscono beni affettivi , richieste eccessive e stressogene. Tuttavia, le fonti del disagio non possono esser cercate solo all’interno delle mura domestiche.

Ambiente familiare verso AMBIENTE SOCIALE

L’uso/abuso sempre più massiccio di sostanze eccitanti in strati sociali “alti”, anche da parte di giovani adulti apparentemente realizzati, è riconducibile al fenomeno di cui stiamo parlando.
droga-634x444Dunque se l’ambiente familiare non estingue la totalità dei fattori di rischio, è l’ambiente nella sua accezione più ampia (cultura, valori, mode del momento,…) ad essere incriminato oggi più che mai.

Un ambiente promotivo e permissivo è senza dubbio positivo perché aumenta le potenzialità del soggetto di sperimentare e di realizzarsi. Tuttavia in una società che vende modelli di “successo facile e veloce” e che richiede sfacciatamente efficienza e produttività molti giovani trovano nelle sostanze eccitanti il modo per alimentare l’illusione di sentirsi partecipi allo stile di vita “vincente” conforme alle richieste dalla società contemporanea.

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Per concludere…

Consapevole del fatto che i fattori causali di un comportamento disfunzionale non sono mai da considerarsi singolarmente e che in genere appartengono sia all’ambiente che alle predisposizioni individuali, ritengo che nello studio delle tossicodipendenze non ci si possa fermare all’apparente assenza di fattori di rischio all’interno di famiglie e contesti benestanti, e che non si possa disconoscere la costante “normalità” nella quale sempre più spesso si manifesta questo fenomeno.
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